INTERVISTA AL DG ALESSANDRO COSSU

A margine della seduta di allenamento odierno presso la struttura Country House Moretti di Civitanova Marche è il DG Alessandro Cossu a commentare il debutto casalingo della Sangiustese al Polisportivo di Civitanova Marche previsto per domenica alle ore 15.00 contro l’Avezzano.

Direttore, come si è preparata la squadra per questo debutto interno?

E’ la nostra seconda partita al Polisportivo, dove abbiamo debuttato già in Coppa Italia con la Jesina. Il risultato in quell’occasione era andato bene, ma era ancora calcio d’agosto. Adesso è il calcio che conta. Domenica, dopo una partenza un po’ leggera, siamo riusciti a riprendere il risultato. La nostra rimonta dal doppio svantaggio ha avuto un sapore talmente positivo da valere quasi una vittoria. A livello morale ci ha fatto capire che ancora ci siamo e non ci siamo persi per strada. Per domenica siamo pronti. Sicuramente sarà un’emozione giocare la prima partita in casa: il Polisportivo di Civitanova è una struttura importante, che con la Civitanovese ha vissuto momenti indimenticabili anche nel professionismo.

Cosa teme dell’Avezzano?

E’ una squadra molto quadrata e bisognerà stare attenti alle ripartenze. Non fa fede il risultato di domenica scorsa perché il Campobasso ha grosse individualità e, partendo in silenzio, sono sicuro che dirà la sua alla fine dell’anno. Dal nostro punto di vista, ci siamo preparati come sempre bene, anche se il nostro allenatore più che preparare i ragazzi a quello che sarà il nostro avversario, pone la loro attenzione su di noi e sul nostro modo di giocare, ovvero quello stile e quei movimenti che ci hanno contraddistinti l’anno scorso e con cui siamo ripartiti quest’anno.

Le note più positive della gara di esordio?

Diverse. Eravamo convinti di aver costruito una squadra che poteva competere per raggiungere l’obiettivo di rimanere in categoria, ma la prima ufficiale di campionato lascia sempre la piccola curiosità di vedere come va il confronto con gli altri. Eravamo desiderosi di sapere se eravamo ancora la squadra dell’anno scorso come impostazione tattica e cattiveria. Devo dire che, a parte il primo quarto d’ora in cui, anche se sapevamo che avremmo trovato questo tipo di situazione, abbiamo subito l’approccio del Tolentino, secondo me ci siamo, anche se in realtà è ancora presto per vedere ben definite le qualità oggettive di tutte le squadre, compresa la nostra.